Jodo

Jodo Gruppo Igashi No Yume

responsabile corso

Giovanna Bianchi

+39 389 4607218

Come nasce

Il jodo (jōdō), ovvero la via del bastone corto, è un’arte marziale tradizionale giapponese derivata dal Jōjutsu.

Questo particolare studio dell’utilizzo del jō nasce all’inizio del Seicento ad opera del samurai Gonnosuke Muso, il quale da giovane aveva studiato con profitto Katori-shinto ryu e Kashima ryu, due scuole di scherma che perdurano ancora oggi.

Jōdō significa letteralmente “La via del bastone”.

Il bagaglio tecnico del jodo si compone di un amplissimo curriculum di kata, eseguiti sempre in coppia, in cui uno dei praticanti impugna un bastone, l’altro una spada lunga, o corta, o entrambe [solitamente la parte dello spadaccino viene sostenuta dall’insegnante o dal praticante più avanzato, in quanto più esperto e capace di meglio impostare il ritmo]. I Kata sono eseguiti tenendo conto di distanza, ritmo, velocità, forza, secondo il grado del praticante. Tutti i kata sono divisi i sequenze di movimenti base, kihon, che aiutano la semplificazione e l’apprendimento, nonché la memoria muscolare. I dodici kihon del jodo, insieme, compongono tutti i kata del curriculum del jodo. Al jodo sono associate diverse discipline complementari, assorbite dalla scuola nel corso dei secoli; ad esempio kata di ken, di jutte, di kusari-gama, di hojōjutsu e di tanjojutsu: rispettivamente, spada (sia lunga che corta), pugnali a forca, per intrappolare le lame dell’avversario, falce con catena, tecniche per legare i prigionieri, tecniche di bastone corto contro la spada.

Come in ogni scuola classica, detta koryu, non è prevista alcuna competizione ma un continuo allenamento, in un'atmosfera intensa, teso al miglioramento di sé. La pratica del Jodo è un'attività dinamica, equilibrata e salutare in cui l'attenzione è posta sulla correttezza dei movimenti e della respirazione, sulla postura, sulla scioltezza e sul migliore impiego dell'energia.
La disciplina promuove lo sviluppo della prontezza di riflessi, la capacità di concentrazione, la presenza a sé stessi ma anche la sensibilità e l'eleganza del movimento. Il tutto in un'atmosfera generale di correttezza e cortesia, secondo lo spirito caratteristico del Budo, inteso come strumento per approfondire la conoscenza di sé e degli altri e coltivare la pace dentro e fuori sé stessi.

Il jōdō, è una delle discipline insegnate in collaborazione con la responsabile del corso Giovanna Bianchi.

Liberamente tratto da Wikipedia (il testo è stato parzialmente modificato), il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo.

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Come nasce

Il jodo (jōdō), ovvero la via del bastone corto, è un’arte marziale tradizionale giapponese derivata dal Jōjutsu.

Questo particolare studio dell’utilizzo del jō nasce all’inizio del Seicento ad opera del samurai Gonnosuke Muso, il quale da giovane aveva studiato con profitto Katori-shinto ryu e Kashima ryu, due scuole di scherma che perdurano ancora oggi.

Jōdō significa letteralmente “La via del bastone”.

Il bagaglio tecnico del jodo si compone di un amplissimo curriculum di kata, eseguiti sempre in coppia, in cui uno dei praticanti impugna un bastone, l’altro una spada lunga, o corta, o entrambe [solitamente la parte dello spadaccino viene sostenuta dall’insegnante o dal praticante più avanzato, in quanto più esperto e capace di meglio impostare il ritmo]. I Kata sono eseguiti tenendo conto di distanza, ritmo, velocità, forza, secondo il grado del praticante. Tutti i kata sono divisi i sequenze di movimenti base, kihon, che aiutano la semplificazione e l’apprendimento, nonché la memoria muscolare. I dodici kihon del jodo, insieme, compongono tutti i kata del curriculum del jodo. Al jodo sono associate diverse discipline complementari, assorbite dalla scuola nel corso dei secoli; ad esempio kata di ken, di jutte, di kusari-gama, di hojōjutsu e di tanjojutsu: rispettivamente, spada (sia lunga che corta), pugnali a forca, per intrappolare le lame dell’avversario, falce con catena, tecniche per legare i prigionieri, tecniche di bastone corto contro la spada.

Il jōdō, insieme al kendō e allo iaidō, nella sua corrente maggiore per numero di praticanti, afferisce alla All Japan Kendō Federation (AJKF/ZNKR) e alla International Kendo Federation (FIK) che ne promuovono lo sviluppo a livello mondiale, mentre a livello europeo il riferimento è la European Kendo Federation (EKF). In Italia il jōdō è promosso dalla Confederazione Italiana Kendo (l’unica riconosciuta dalla IKF e dall’EKF).

Il jōdō, è una delle discipline insegnate in collaborazione con la Maestra Giovanna Bianchi.

Liberamente tratto da Wikipedia (il testo è stato parzialmente modificato), il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo.

maestri

Giovanna Bianchi

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