TaijiQuan il “Movimento calmo e dolce” per un piacere vitale.
Per poter esprimere il proposito di vivere bene l’intero corso della vita bisogna mantenersi vitali raggiungendo nei migliori dei modi lo scopo di percorrere il Tao.
Con la pratica delle arti marziali interne cinesi possiamo renderci maggiormente vitali e attenti a tutto ciò che accade attorno a noi e dentro di noi, per una vita migliore e piacevole.
L’illuminazione per i seguaci del Tao, non rappresenta lo scopo finale, spesso si parla di longevità non per aspirare all’immortalità ma per poter esprimere il proposito di vivere “bene” l’intero corso della vita. Questo comporta la conoscenza del “bene” condizione necessaria al piacere, che alcuni filosofi antichi consideravano il piacere come uno scopo dell’esistenza umana e dotato di valore in sé. Per Socrate il piacere è legato alla Virtù, i piaceri più alti sono legati alla parte divina dell’anima umana (come parte dell’Anima del Mondo) che aspira al Bene assoluto come Bello-Buono (Repubblica, VI, 508 e – 509 b).
Altri filosofi hanno una diversa prospettiva, perché il concetto di “piacere” viene ricondotto sempre alla corporeità in senso dinamico, come ricerca e percorso verso il piacere. Per essi “movimento calmo” nel senso di “dolce”, mentre il dolore gli si contrappone come “movimento aspro” e tormentoso. Questa visione trova compiutamente la più tarda espressione in opere letterarie carpe diem.(Orazio) Anche Aristotele nella sua ”Etica Nicomachea” si preoccupa di distinguere il “bene conseguibile col piacere” dal “sommo bene”(divino) che si ottiene solo con la meditazione e la virtù di una condotta corretta. Egli scrive “Dio gode sempre di un piacere unico e semplice; infatti non v’è soltanto l’attività del movimento, ma v’è anche l’attività dell’assenza di movimento, e il piacere si trova più nella quiete che nel movimento”.
Nel trattato sul TaijiQuan del maestro Yang Chen Fu si legge “..nella calma trovo il movimento, nel movimento trovo la calma, anche il maestro Wang Zhang Zhai menziona che il piccolo movimento è meglio del grande movimento e che l’Immobilità è il movimento eterno mentre il silenzio è definito la madre (la radice, la matrice) del movimento.
Quindi quiete, silenzio e contemplazione sono dimensioni che ci permettono di distoglierci dal clamore quotidiano, permettendoci di “udire” l’impercettibile della nostra
vita.
Attraverso la comprensione e la consapevolezza si è coscienti di ciò che stiamo facendo e di quello che stiamo vivendo, la comprensione come mezzo e non come fine.
La consapevolezza corporea implica un uso raffinato degli apparati di senso che ci permette di percepire il proprio corpo, le posture ed eventuali errati atteggiamenti.
Lavorare su di sé esplorando gli aspetti più profondi di noi stessi non è semplice ma è possibile, intraprendendo un percorso di consapevolezza corporea e di auto osservazione utilizzando il TaijiQuan o le arti marziali interne cinesi come strumento si potrà essere in grado di comprendere meglio come siamo fatti e quali sono le più sottili manifestazioni dentro di noi.
Il piacere è una esperienza che corrisponde alla percezione di una condizione positiva, fisica ovvero biologica e psicologica, proveniente dall’organismo.
Nell’esecuzione delle varie posture che compongono una sequenza, tralasciando il giudizio di far bene/male, e lasciando fluire, si potrà percepire del piacere, che ci appagherà di tutti gli sforzi fatti fino quel momento.
Nel astenersi dal giudicarsi tralasciando idee e pensieri nel eseguire dei movimenti si può cogliere quel sapore intimo quella dimensione altra che ci porta su un piano metafisico che ci permettere di coglier il bello e il meglio e ci dà la voglia di ricercare l’esperienza per tornare in quella dimensione.
Tralasciando la inutile competizione con altri praticanti, fuorviante, centrandoci su noi stessi, affidandoci alle nostre capacità si realizza la nostra vocazione interiore.
Raccogliendoci nel nostro centro, in silenzio in quello spazio intimo e sacro,si può percorre la Via che conduce alla nostra vera natura, con rinnovata consapevolezza e piacere.
Buona pratica a tutti voi,
Mario.